Solennità di Pentecoste Gv 15,26-27; 16,12-15

 
 

Lo Spirito ci accompagna e ci guida –

a cura di Don Gian Franco Brusa –

Con la solennità odierna si compie l’itinerario pasquale e, al tempo stesso, inizia quello della Chiesa e delle comunità cristiane, che vivono nel tempo dell’Avvento del Signore e annunciano l’attesa della beata speranza e del definitivo compimento del regno. È il tempo dello Spirito, il tempo dei cristiani e della Chiesa in cammino per le strade del mondo. Ciò che per il popolo della prima alleanza significava soffio vitale, per la fede cristiana si svela e diventa una persona: lo Spirito del Padre, dono e presenza del Risorto, che rimane con noi sempre fino alla fine dei tempi. È Lui che, d’ora in avanti, opera in ogni realtà umana per portare a compimento, com’è successo in Gesù, il progetto di Dio. In Lui, il Padre e Figlio si riconoscono pienamente, senza divisioni, nell’unità e nella reciprocità.

È lo Spirito la grande novità che, solo, può permettere l’annunzio e l’ascolto delle grandi opere di Dio nella lingua di ciascuno. Lo Spirito è la vera novità cristiana che anima la storia dell’umanità e di cui vivono quelli che sono di Gesù Cristo. Ma è sul tema della testimonianza che si concentra l’attenzione del brano evangelico. Per  Giovanni la duplice attività dello Spirito di verità è rendere testimonianza a Gesù con i discepoli e aiutarli a interpretare le circostanze storiche e culturali del tempo alla luce del messaggio di Gesù. La comunità dei discepoli ha dunque la verità, che è Gesù stesso, ma è e rimane costantemente in cammino verso la verità tutta intera e, perciò, permanentemente impegnata a inoltrarsi nella sua ricerca, per conoscerlo, viverlo, annunciarlo con sempre maggiore pienezza, grazie al dono e alla presenza costante, sicura dello Spirito.

Emerge allora un’indicazione di metodo e di procedimenti preziosa, importante: una metodologia pastorale ed ecclesiale di impronta fortemente spirituale. Negli anni del Concilio è sorto nella Chiesa un grande interesse per lo Spirito Santo. È stato un segno fecondo e positivo, tenuto conto che, per molti cristiani, era diventato un grande sconosciuto, senza un ruolo preciso nella vita cristiana ed ecclesiale concreta. Ancora oggi, forse, bisogna ammettere che, sul piano educativo e pastorale, non si coltiva a sufficienza un reale cammino di crescita e di attenzione alla presenza dello Spirito. L’abitudine allo Spirito non è ancora tale, pur sapendo del suo posto insostituibile nella crescita delle persone e nel cammino pastorale di una comunità. È lo Spirito che guida alla verità tutta intera. La competenza di un educatore, specie se impegnato nella fase adolescenziale e giovanile del discernimento, si misura dalla capacità interiore di assecondare l’azione dello Spirito. D’altro canto, mai come oggi, ragazzi e giovani hanno bisogno di essere accompagnati e sostenuti nella speranza e nella certezza di una presenza che non viene mai meno; perché Dio, in Gesù, non si limita e indicare la strada da percorrere, ma offre ai nostri cuori, deboli e timorosi, la potenza del suo Spirito, che ci rassicura: Dio è con noi; quel Dio che ha detto sì al progetto umano di Gesù.

Lasciamoci guidare dalla potenza dello Spirito Santo; preghiamo per i ragazzi che riceveranno la Cresima, affinché, con l’aiuto dello Spirito Santo e delle comunità cristiane, possano diventare adulti nella fede.

Buona domenica

 

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