Arcidiocesi di Vercelli https://www.arcidiocesi.vc.it Mon, 10 Aug 2020 11:33:22 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 67975956 Patronale Cappuccini 2020 https://www.arcidiocesi.vc.it/patronale-cappuccini-2020/ Tue, 11 Aug 2020 08:00:00 +0000 https://www.arcidiocesi.vc.it/?p=11649 E’ tutto pronto al rione Cappuccini di Vercelli per la festa patronale 2020 della parrocchia Beata Vergine Assunta. La comunità è pronta a far festa. Festeggiamenti in tono minore, e in piena sicurezza, secondo i protocolli ministeriali stilati per l’emergenza sanitaria.Il triduo inizierà mercoledì 12 agosto e proseguirà nei giorni di giovedì 13 e venerdì 14: la santa messa alle 18 è preceduta dalla recita del Rosario. Sabato 15 agosto, […]

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E’ tutto pronto al rione Cappuccini di Vercelli per la festa patronale 2020 della parrocchia Beata Vergine Assunta.


La comunità è pronta a far festa. Festeggiamenti in tono minore, e in piena sicurezza, secondo i protocolli ministeriali stilati per l’emergenza sanitaria.
Il triduo inizierà mercoledì 12 agosto e proseguirà nei giorni di giovedì 13 e venerdì 14: la santa messa alle 18 è preceduta dalla recita del Rosario.

Sabato 15 agosto, nella solennità della Beata Vergine Assunta la messa delle 9 verrà celebrata dal parroco don Bruno Capuano.


Alle 11 presiederà le celebrazioni Mons. Mario Allolio, vicario generale dell’Arcidiocesi di Vercelli.Tutte le messe saranno accompagnate all’organo da Flavio Ardissone.


La santa messa delle 18, sempre del 15 agosto, verrà celebrata invece da don Giovan Giuseppe Torre, dei Silenziosi Operai della Croce di Moncrivello.

A questa celebrazione saranno presenti anche Roberto Foglia alla tromba e Gianluca Pisa, voce bianca.

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Una breve pausa estiva https://www.arcidiocesi.vc.it/una-breve-pausa-estiva/ Mon, 10 Aug 2020 11:32:26 +0000 https://www.arcidiocesi.vc.it/una-breve-pausa-estiva/ Una breve pausa estiva anche per la nostra diocesi che si ferma con l’avvicendarsi della festa mariana dell’Assunzione. Gli uffici di curia e la redazione che quotidianamente cura l’aggiornamento del sito web si fermano per alcuni giorni. Rimangono ovviamente a completa disposizione la nostra mail nella sezione contatti e le nostre pagine social per qualsiasi tipo di contatto. In caso di notizie importanti sarà nostra premura comunicarvele. Cogliamo l’occasione per […]

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Una breve pausa estiva anche per la nostra diocesi che si ferma con l’avvicendarsi della festa mariana dell’Assunzione.

Gli uffici di curia e la redazione che quotidianamente cura l’aggiornamento del sito web si fermano per alcuni giorni. Rimangono ovviamente a completa disposizione la nostra mail nella sezione contatti e le nostre pagine social per qualsiasi tipo di contatto. In caso di notizie importanti sarà nostra premura comunicarvele.

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i lettori un momento di serenità e tranquillità, quest’anno più che mai, pronti per ripartire a settembre.

BUONE VACANZE

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Caritas soccorre il Pakistan https://www.arcidiocesi.vc.it/caritas-soccorre-il-pakistan/ Mon, 10 Aug 2020 06:00:00 +0000 https://www.arcidiocesi.vc.it/?p=11625 Faisalabad, nella provincia del Punjab, è una delle tre diocesi pakistane che beneficiano di un programma di aiuti di “Aiuto alla Chiesa che soffre” per oltre 5.000 tra le più povere famiglie del Paese minacciate dal coronavirus. In quello stato i contagi sono, ad oggi, 270.000. Acs ha fornito aiuti alimentari a più di 500 famiglie della città, che maggiormente patiscono gli effetti economici provocati dalla pandemia. Mentre alcune Ong […]

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Faisalabad, nella provincia del Punjab, è una delle tre diocesi pakistane che beneficiano di un programma di aiuti di “Aiuto alla Chiesa che soffre” per oltre 5.000 tra le più povere famiglie del Paese minacciate dal coronavirus. In quello stato i contagi sono, ad oggi, 270.000.

Acs ha fornito aiuti alimentari a più di 500 famiglie della città, che maggiormente patiscono gli effetti economici provocati dalla pandemia. Mentre alcune Ong locali hanno rifiutato di fornire provviste di emergenza ai non-musulmani, i partner dei progetti della fondazione pontificia Acs presenti sul territorio hanno distribuito più del 70% degli aiuti ai cristiani, prevalentemente impiegati nei lavori più umili e peggio retribuiti. I pacchi alimentari, in particolare, rappresentano solo una parte di una serie di progetti di sostegno per Faisalabad correlati all’emergenza Covid-19, i quali includono anche la distribuzione di dispositivi di protezione individuale per 46 sacerdoti e 100 catechisti della diocesi. Tali strumenti hanno consentito loro di servire, in condizioni di sicurezza, i fedeli in maggiore difficoltà per la pandemia. I progetti comprendono inoltre un programma di borse di studio a sostegn

o dei bambini più bisognosi di 20 scuole cattoliche diocesane. La fondazione ha curato anche una campagna di sensibilizzazione attraverso radio locali, poster e dépliant per quanti non hanno accesso a internet.


Caritas Pakistan Faisalabad ha collaborato con Acs per il progetto, e Aneel Mushtaq, segretario esecutivo della Caritas locale, ci ha descritto l’effetto dell’iniziativa. «Il vostro contributo ha aiutato la gente a salvarsi dalla fame. Molte persone non avevano niente da mettere sul tavolo per nutrire le loro famiglie e la situazione era allarmante».

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XIX Domenica T. O. Mt 14,22-33 https://www.arcidiocesi.vc.it/xix-domenica-t-o-mt-1422-33/ Sat, 08 Aug 2020 06:00:00 +0000 https://www.arcidiocesi.vc.it/?p=11652 Gesù ci rassicura e ci sostiene

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a cura di don Luciano Condina

Gesù ci rassicura e ci sostiene

«Dopo che la folla ebbe mangiato, subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva» (Mt 14,22). L’episodio inizia «dopo aver mangiato», ossia dopo aver ricevuto cibo sufficiente a fortificarsi per affrontare la tempesta che arriverà di lì a breve. Dio non ci lascia mai privi di forze di fronte alle croci e alle difficoltà della vita.

Egli «costringe» i discepoli a mettersi in barca e a precederlo sull’altra sponda: è un verbo molto forte, che in greco indica ancor più qualcuno che usa violenza verso l’altro. Impressiona vedere Gesù che si mostra come chi sembra non rispettare la volontà dei discepoli.

Va notato che era sera inoltrata: il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci che sfama i cinquemila avviene al tramonto; dunque era già buio. Inoltre la tempesta sul lago di Galilea non giunge inaspettata, perché è facilmente deducibile da alcuni aspetti atmosferici tipici di quelle zone, come ad esempio una nebbia polverosa che annunzia la bufera.

Infine quattro discepoli su dodici erano pescatori (Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni di Zebedeo), quindi esperti di navigazione.


Ebbene, Gesù costringe i discepoli ad andare incontro alla tempesta, li porta ad affrontare il rischio di morire, a fronteggiare la paura più grande che un pescatore possa avere: perdere la vita in mare.

È, indubbiamente, una vera e propria iniziazione, perché Gesù impone ai suoi di entrare dentro la loro paura affinché possano scoprire che Dio è più grande di ciò che temono.


È bello vedere che Gesù, durante la loro iniziazione, dapprima si ritira in preghiera, per sostenerli con la forza di essa, poi si manifesta di persona violando le leggi della natura, camminando sull’acqua, da vero e proprio Emmanuele,“Dio con noi”.


Ognuno di noi ha delle paure fondamentali, e Cristo ci salva proprio lì, nel nodo irrisolto della nostra esistenza; ci porta nel luogo che temiamo, dove speriamo di non trovarci mai; e lì non incontreremo un fantasma, un’idea, un’astrazione, un discorso, una catechesi… ma faremo l’esperienza concreta di una persona che, al centro delle nostre paure, dirà per rassicurarci: «Sono io».

È questa esperienza che devono fare i discepoli. La vita molto spesso ci conduce dentro alle cose che temiamo, e noi cerchiamo analgesici, fughe, vie di uscita, quando invece Gesù, in quello stesso luogo, ci sta aspettando per mostrarci che Egli è più grande dei nostri problemi; che non è lì per risolverli, ma per mostrarci che è molto più potente di essi e, con lui, possiamo camminare diventando strada per giungere alla mèta.


La situazione di Pietro che di slancio, sulla parola di Gesù, si tuffa per camminare anch’egli sull’acqua è la condizione esistenziale di chi si trova a dover portare avanti le scelte della vita, sia consacrata o matrimoniale: finché guardiamo a Gesù potremo continuare a camminare sulle acque, cioè rimanere fedeli di fronte alle incertezze e alle difficoltà.

Non appena la paura prende il sopravvento – e dunque viene meno la fede – l’unica conseguenza è lo sprofondare, il non vivere più da salvati ma da sommersi, per citare impropriamente il celebre saggio di Primo Levi.


«Sono io», rassicura Gesù, che è il nome di Dio rivelato a Mosè sul Sinai: «Io sono».

Egli ci attende al centro delle nostre paure, al centro delle cose che nell’esistenza sembrano irrisolvibili e ci fa camminare sopra di esse affinché abbiamo il necessario distacco dal mondo che ci rende veramente liberi.

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Biliemme in festa https://www.arcidiocesi.vc.it/biliemme-in-festa/ Sat, 08 Aug 2020 04:00:00 +0000 https://www.arcidiocesi.vc.it/?p=11645 Questo sabato 8 agosto, nella chiesa di Billiemme in Vercelli, si celebra la festa di S. Ugolina: alle 7.30 lodi; alle 15.30 ora media ed esposizione del Santissimo; di seguito, rosario, adorazione eucaristica e benedizione; alle 17.30 messa e vespri.

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Questo sabato 8 agosto, nella chiesa di Billiemme in Vercelli, si celebra la festa di S. Ugolina: alle 7.30 lodi; alle 15.30 ora media ed esposizione del Santissimo; di seguito, rosario, adorazione eucaristica e benedizione; alle 17.30 messa e vespri.

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Lourdes pellegrinaggi Oftal https://www.arcidiocesi.vc.it/lourdes-pellegrinaggi-oftal/ Wed, 05 Aug 2020 07:00:00 +0000 https://www.arcidiocesi.vc.it/?p=11616 L’Oftal non rinuncia al pellegrinaggio a Lourdes dall’11 al 17 agosto, che quest’anno sarà di respiro interdiocesano, con delegazioni provenienti da tutta Italia. A presiederlo sarà l’arcivescovo mons. Marco Arnolfo. «Noi vercellesi condivideremo una felice concomitanza – sottolinea il presidente generale dell’Oftal, mons. Paolo Angelino – Mons. Alessandro Rastelli, fondatore dell’Opera federativa, dopo la parentesi della seconda guerra mondiale, fu il primo a tornare a Lourdes in gruppo nel 1947, proprio nella medesima data. […]

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L’Oftal non rinuncia al pellegrinaggio a Lourdes dall’11 al 17 agosto, che quest’anno sarà di respiro interdiocesano, con delegazioni provenienti da tutta Italia. A presiederlo sarà l’arcivescovo mons. Marco Arnolfo.

«Noi vercellesi condivideremo una felice concomitanza – sottolinea il presidente generale dell’Oftal, mons. Paolo Angelino – Mons. Alessandro Rastelli, fondatore dell’Opera federativa, dopo la parentesi della seconda guerra mondiale, fu il primo a tornare a Lourdes in gruppo nel 1947, proprio nella medesima data.

Anche questa volta, siamo i primi a ritrovarci ai piedi dei Pirenei e il pellegrinaggio interdiocesano aprirà la strada a quelli successivi: dal 25 al 28 settembre, dal 15 al 18 ottobre, dal 6 al 9 dicembre Oggi esattamente come allora.

Se si pensa che tutto iniziò non a Roma o in una grande città, ma a Trino Vercellese… E accadde proprio grazie al grande cuore di mons. Rastelli». 

Le iscrizioni al pellegrinaggio lourdiano sono già aperte e stanno arrivando adesioni da Vercelli, dal territorio e da varie sezioni italiane. Intanto a Vercelli si sta preparando un’opzione alternativa di partecipazione, per consentire di condividere da qui la devozione lourdiana,

(per ulteriori informazioni vedi pagina 5 del “Corriere Eusebiano” di sabato 1 agosto 2020)

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Festa Santa Chiara 2020 https://www.arcidiocesi.vc.it/festa-santa-chiara-2020/ Wed, 05 Aug 2020 07:00:00 +0000 https://www.arcidiocesi.vc.it/?p=11606 Come ogni anno, le sorelle Clarisse di Roasio si preparano a celebrare la patrona S. Chiara nella cappellina del monastero. Questi gli appuntamenti di preghiera: lunedì 10 agosto alle 17.30 primi vespri; martedì 11 agosto, giorno della ricorrenza, alle 10 messa con l’Arcivescovo e alle 17.30 primi vespri.

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Come ogni anno, le sorelle Clarisse di Roasio si preparano a celebrare la patrona S. Chiara nella cappellina del monastero. Questi gli appuntamenti di preghiera: lunedì 10 agosto alle 17.30 primi vespri; martedì 11 agosto, giorno della ricorrenza, alle 10 messa con l’Arcivescovo e alle 17.30 primi vespri.

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In mostra fino al 16 agosto https://www.arcidiocesi.vc.it/in-mostra-fino-al-16-agosto/ Tue, 04 Aug 2020 07:00:00 +0000 https://www.arcidiocesi.vc.it/?p=11621 In occasione della festività di S. Eusebio tutti gli altari della Cattedrale saranno ornati con i “paliotti” settecenteschi. Si tratta di una quindicina di opere ricamate su sfondo rosso che resteranno esposte e quindi visibili dai fedeli sino al 16 agosto.

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In occasione della festività di S. Eusebio tutti gli altari della Cattedrale saranno ornati con i “paliotti” settecenteschi. Si tratta di una quindicina di opere ricamate su sfondo rosso che resteranno esposte e quindi visibili dai fedeli sino al 16 agosto.

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….questo e quello…. https://www.arcidiocesi.vc.it/questo-e-quello/ Sun, 02 Aug 2020 18:24:32 +0000 https://www.arcidiocesi.vc.it/?p=11635 Riflessione a cura di Mons. Alberto Albertazzi.

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Sul n. 16/07/1020 di “Avvenire in prima pagina trionfa l’inquietudine del cardinale Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), per il pauroso crollo demografico che si sta profilando in Italia. Con questo andazzo “in 80 anni la popolazione italiana sarà dimezzata”. Va detto comunque che Bassetti, e altri esemplari della stessa specie a vari livelli gerarchici, non contribuiscono molto alla salvaguardia numerica del genere umano! Ma questa è soltanto una battuta e forse anche un po’ volgarotta, per introdurre quanto segue. Mi capita non raramente che mi si chieda perché preti e affini non si sposano; aggiungendo magari che, se si sposassero, le vocazioni sarebbero in risalita.  E’ una domanda di repertorio, alquanto ricorrente.

In genere si farfuglia una risposta funzionale: uno che fa il prete, o fa il prete o bada alla famiglia. Oppure, con l’attuale regime di retribuzione peraltro dignitoso, il prete non ce la farebbe a mantenere una famiglia. Ai più introdotti si può rispondere che nel Vangelo non si vieta il matrimonio ai preti, ma Gesù sembra dare un’enigmatica spintarella in favore del celibato (Mt 19,12; cfr 1 Cor 7,1). E via dicendo. Io personalmente da tempo mi sono attrezzato di questa risposta della quale sono fermamente convinto: dove Dio fa irruzione non c’è posto per altro. In genere chi la riceve toglie l’assedio. E forse la storia del celibato sacerdotale mi dà ragione. In origine non sono di certo mancati preti e vescovi sposati. Forse lo era anche san Paolo, come si può evincere da una sibillina domanda retorica che egli stesso pone a proprio riguardo (1 Cor 9,5). Ma col passare del tempo, in automatico e per opzione spontanea, si configura sempre di più il celibato sacerdotale, senza che venisse sancito da provvedimenti ecclesiastici, peraltro arrivati molto più tardi; probabilmente per stoppare “scappatelle” di certi don un po’ “don Giovanni”. Il celibato sacerdotale diventa norma ecclesiastica col Concilio Lateranense IV del 1215, essendovi state peraltro avvisaglie in tal senso nel 1075, sotto il pontificato di Gregorio VII. 

Ora, chiusa la storia del celibato ecclesiastico, rimaniamo ancora sul tema, ragionando della sua opportunità. Prete sposato vuol dire prete con famiglia, fatta di moglie (e magari anche suocera) e figli. Pare ovvio che tutto questo giro di relazioni, volente o nolente, diverrebbe per il prete interesse prioritario facendo retrocedere Dio nel suo scenario mentale. Pensiamo anche soltanto i problemi che procurano i figli ai nostri tempi. Pensiamo anche come è divenuto fragile il matrimonio: sarebbe così estremo immaginare un prete divorziato e magari con una femmina alternativa, secondo la moderna usanza dei matrimoni “fai e disfa”? Non so. Per il prete Dio deve rimanere l’interlocutore primario. Anche per un parroco Dio deve passare davanti ai suoi parrocchiani. Per il vescovo sarebbe molto più complicato trasferire da una parrocchia a un’altra un prete che deve tirarsi dietro la famiglia. Per un parroco tanto più è facile accettare un trasferimento, quanto più fa contare Dio nella sua vita: le parrocchie cambiano e con esse i parrocchiani, ma Dio resta sempre lo stesso. Quindi se Dio è al primo posto, per un prete tutto si semplifica e fluidifica, facendo scattare in lui un sapiente “indifferentismo pastorale”, per cui una parrocchia vale l’altra e fa le valigie per nuova destinazione senza rimpianto per ciò che lascia. Tutto ciò è possibile grazie alla “liberatoria” del celibato.

                 * * *

Su internet, e forse non solo, si è scatenata una furibonda polemica contro la comunione da riceversi in mano. Sinceramente non la capisco, perché Gesù nell’atto istitutivo dell’Eucaristia dice inequivocabilmente “prendete e mangiate” e non “vi do e inghiottite”. Nell’anatomia umana gli attrezzi per la presa sono le mani, quindi non vedo perché irritarsi se bisogna obbedire alla lettera a una sensata ingiunzione di Gesù, circa faccende di sua competenza. Quando poi il covid 19 avrà tolto l’assedio, i “linguofili” (=sostenitori della lingua eucaristica) potranno tirare fuori la lingua per ricevere la comunione. Personalmente, se posso dire la mia, preferisco depositarla sulla mano: mi sembra una modalità più gentile ed educata. Vedersi davanti una lingua protesa non è uno spettacolo paradisiaco! 

Per quasi tutto il primo millennio la comunione si riceveva in mano: il fedele (se non era capitan Uncino) la copriva con l’altra mano, andava al suo posto e si autocomunicava. In epoca remotissima, quando la Messa era solo domenicale, i fedeli addirittura si portavano a casa l’Eucaristia per somministrarsela casalingamente. Unica raccomandazione: proteggerla dai topi! Le prime avvisaglie di comunione “linguale” le troviamo in san Bonaventura († 1274), il quale documenta, prendendone le distanze, la nascente usanza di raccattare con la lingua l’Eucaristia dal vassoio!

La dottrina della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia in corpo, sangue anima e divinità, peraltro magistralmente messa a punto dai teologi del tredicesimo secolo, ne ha potenziata la dimensione del sacro, facendo scattare una diffusa sensazione di “indegnità manuale”, come se la lingua ne fosse più degna. Si è pure accanita la caccia al frammento eucaristico, assolutamente da non disperdersi: e questo va anche bene. Ma lo scrupolo è arrivato sino a proteggere la “molecola eucaristica”! Mentre l’Eucaristia rimane tale solo finché vi si ravvisa parvenza di pane. Il card. Schüster († 1954), arcivescovo di Milano, terminata la Messa stava ripulendo accuratamente i vasi sacri, quando il cerimoniere gli fa notare che sulla patena era rimasto un po’ di pulviscolo eucaristico. Il cardinale lo soffia via dicendo “panis angelorum” (=pane degli angeli). Risposta di arguto e dotto buon senso a uno scrupolo forsennato. La teologia tardo-medievale aveva coniato il brocardo sacramenta propter homines (= i sacramenti [si gestiscono] alla maniera umana), ossia con rispettoso e devoto buon senso, ma senza eccessi maniacali di stampo farisaico. I sacramenti sono infatti retaggio dell’umanità di Cristo, Figlio di Dio che si è fatto uomo. Una volta rimpatriato, lo intercettiamo nei sacramenti che producono effetti divini con meccanismi umani, e come tali devono essere gestiti, rispettati, venerati e celebrati. Il tutto secondo le migliori e più raffinate modalità umane. Il galateo vuole che gli alimenti giungano alla bocca per via manuale. 

In conclusione non condivido affatto il non raro ammutinamento eucaristico per non ricevere la comunione in mano. E’ nostalgia di un passato tardivo, molto più recente del passato primitivo.

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Disponibile la diretta Streaming della S. Messa di Lunedì 3 Agosto ad Oropa https://www.arcidiocesi.vc.it/diretta-streaming-della-s-messa-di-lunedi-3-agosto-ad-oropa/ Sun, 02 Aug 2020 10:28:56 +0000 https://www.arcidiocesi.vc.it/?p=11630 E’ possibile rivedere la diretta streaming della S. Messa di lunedì 3 agosto ad Oropa dal nostro canale YouTube. Guarda la funzione

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