Solennità di S. Eusebio Gv 10, 11-16

 
 

– S. Eusebio, testimone di Cristo –

a cura di Mons. Sergio Salvini –

La patronale di Sant’Eusebio è la festa della Chiesa di Dio che è in Vercelli e dell’intera Chiesa del Piemonte. Risuonano solenni a speranza, a sprone, le parole del protovescovo nella sua lettera dall’esilio: Fidem custodire, concordiam servare.

Noi viviamo nella Chiesa, della Chiesa, per la Chiesa. Essa è l’ambiente in cui è immersa tutta la nostra vita; in essa nasce e si sviluppa il nostro modo di essere e di pensare. Siamo gli operai della casa del Signore in costruzione.

La consapevolezza che stiamo erigendo un edificio che dura in eterno, che stiamo lavorando per l’eternità, ci riempie di consolazione e di vero gaudio nel Signore. Non è importante il luogo in cui siamo chiamati a costruire, poiché è lo stesso edificio che viene preparato per la definitiva dedicazione in fine saeculi.

Celebrando Sant’Eusebio, ogni anno, il Signore ci concede di tornare con la memoria alla figura del protovescovo che professò la sua fede in Gesù Cristo fino all’estremo delle proprie forze. L’atto della memoria sollecita un interrogativo attuale: se il nostro presente sia degno e conforme alla testimonianza cristiana del nostro Patrono.

Rifarsi alla sua testimonianza non significa limitarsi a coltivare la curiosità dello storico, ma conformare la nostra testimonianza odierna sul paradigma offertoci da colui che, a causa dell’esilio sofferto per amore del Vangelo, è stato riconosciuto lungo i secoli per la sua valenza fondazionale, carica di suggestive implicazioni spirituali, ecclesiali e civili.

Tornare con la memoria al nostro Patrono e alla sua testimonianza ecclesiale e civile di credente è quindi una garanzia per dare spessore di autenticità al nostro presente e per guardare con fiducia al futuro della Chiesa e della Città.

Egli ci ha lasciato un’eredità che continua ad essere feconda di bene, nel segno della fede e di un’operosa carità.

 

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