L’8xmille alla Chiesa Cattolica

 
 

Come ogni anno la Chiesa italiana esprime il suo grazie a quanti, nel 2017, hanno sottoscritto a suo favore l’8xmille.

Destinarle una quota del gettito complessivo che lo Stato riceve dall’Irpef non è una tassa in più, ma l’opportunità di sostenerla al momento della dichiarazione dei redditi. Un gesto che non costa niente e può fare la differenza. Se si scegliesse di non firmare, infatti, la quota del gettito Irpef sarebbe comunque destinata, e ripartita in proporzione alle preferenze di chi ha firmato. In sostanza: se non si sceglie, si demanda agli altri cittadini la facoltà di decidere. Perché i fondi vengono ripartiti per intero.

Si deve ricordare, inoltre, che ogni firma ha lo stesso valore, indipendentemente dal reddito; si tratta del gettito complessivo che lo stato riceve dall’Irpef, non dell’Irpef versata da ciascun contribuente.

La Chiesa cattolica utilizzerà i fondi a lei destinati, per tre finalità:
– esigenze di culto e pastorale della popolazione italiana
– interventi caritativi in Italia e nei Paesi in via di sviluppo
– sostentamento dei sacerdoti.
Significa offrire un sostegno concreto ai più deboli e a chi spende ogni giorno della propria vita al loro fianco. Significa che tante opere possono essere realizzate anche grazie a ciascuno di noi.

Da diversi anni ormai è consultabile online il rendiconto della gestione 8xmille. Le iniziative della Cei finalizzate alla trasparenza dei dati accrescono la consapevolezza e favoriscono la partecipazione dei fedeli e dei cittadini alla missione caritativa e spirituale della Chiesa cattolica. Tutti possono firmare. Anche chi non e più tenuto a consegnare il proprio modello fiscale, come giovani al primo impiego o pensionati con la loro Certificazione Unica, ex Cud. I Caf sono a disposizione per raccogliere questi modelli; in alcune parrocchie è addirittura possibile consegnarli direttamente al sacerdote (qui da noi a Saluggia). Sono inoltre reperibili depliant illustrativi che forniscono indicazioni sull’utilizzo dei fondi a livello nazionale.

Come cristiani, non perdiamo l’occasione di dare il nostro contributo a favore della Chiesa italiana, senza alcun costo aggiuntivo.

don Enrico Triminì

 

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