Gli oratori nella “fase 2”

 
 

L’avvio della «fase 2» rispetto alle misure di prevenzione dalla pandemia del Covid-19 apre una grande quantità di interrogativi e di preoccupazioni, tra cui le attività degli oratori e di tutte le altre proposte pastorali estive con le giovani generazioni. Su tale questione – molto complessa – sono in corso, da settimane, serrate riunioni e confronti a più livelli, istituzionali ed ecclesiali, nazionali, regionali e diocesani.

A primi di maggio mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle D’Aosta, e mons. Guido Gallese, delegato per la pastorale giovanile regionale si sono confrontati con il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Primo frutto dell’incontro, che è stato molto proficuo e concreto, è l’avvio di un progetto comune, denominato Top-Tavolo Oratori Piemonte, per studiare e valutare le condizioni di praticabilità delle attività estive, in vista delle scelte – politiche e pastorali – che Regione e Diocesi piemontesi e valdostana vorranno assumere sul tema.

«Abbiamo investito due milioni di euro nel nostro piano riparti Piemonte – ha spiegato in tale occasione il presidente regionale – proprio per sostenere le attività dei Comuni e degli oratori, affinché in questo momento in cui le scuole sono bloccate possiamo sostenere le famiglie e permettere ai genitori di andare a lavorare sapendo che i loro figli sono in un luogo sicuro. Questo è il valore di servizi educativi come quelli prestati dagli oratori».

Il progetto Top avrà il ruolo di coordinamento centrale rispetto alla conduzione di altri “tavoli di lavoro” dei territori e circa l’operatività di specifiche commissioni (regionali e diocesane), per non disperdere le forze e garantire un’adeguata qualità delle proposte.

 
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