I domenica di Quaresima Mc 1,12-15

 
 

Seguiamo il soffio dello Spirito –

a cura di Don Gian Franco Brusa –

Dopo l’austero rito dell’imposizione delle ceneri, iniziamo il tempo domenicale della Quaresima con l’episodio evangelico che ci porta all’inizio della vita pubblica del Messia.

Gesù si recò ben presto nel deserto, come all’inizio della creazione, quando lo Spirito aleggiava sulla terra vuota e informe e sull’abisso colmo di tenebre. Lo Spirito che, come colomba, aveva aleggiato su di Lui, rimanendovi, lo accompagnò nel deserto, perché divenisse fecondo e perché si aprisse un sentiero. Il deserto in cui lo Spirito sospinse Gesù è l’immagine della terra rimasta spiritualmente arida fino alla sua venuta. Allora lo Spirito gettò un seme nel deserto dell’umanità, il seme Gesù, perché fiorisse. Egli, infatti, come Verbo di Dio, ha in sé la vista e la capacità di far germogliare anche il terreno arido della vita dell’uomo.

L’evangelista Marco narra che lo Spirito sospinse Gesù nel deserto, intendendo con quel termine sia il deserto di Giuda che il deserto morale dell’umanità. Nel primo il Signore rimane quaranta giorni, tentato da satana e servito dagli angeli. Il numero quaranta è simbolico e indica la vita di un uomo. L’esperienza di Gesù nel deserto simboleggia, dunque, l’esperienza di tutta la sua vita e della vita di ogni uomo sulla terra, mentre angeli e satana rappresentano rispettivamente l’amore con cui Dio segue l’uomo e il male, le tentazioni a cui quest’ultimo è sottoposto ogni giorno. Come Gesù vince le tentazioni di satana, così l’uomo, per essere se stesso e creatura di Dio, deve superare le proprie, soprattutto quelle dell’avere e del potere. Quando l’uomo vive secondo la volontà di Dio, né il male né le tentazioni scompaiono dalla sua vita, ma gli angeli e Dio stesso lo servono.

Marco, poi, continua la narrazione: «Gesù diceva: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo”» (Mc 1,15).

Che cos’è la conversione? È cambiare rotta, è inversione a U, è tornare indietro per non continuare sulla via dell’errore, è conformarsi al Vangelo. Convertirsi è prendere coscienza che il tempo passa e si compie. Convertirsi è sapere dell’esistenza di un Regno dei Cieli che si avvicina e che è già in mezzo a noi. La conversione è la rinascita dell’uomo. Credere al Vangelo è la via della salvezza. È necessario, dunque, convertirsi e credere al Vangelo, credere nella passione e morte di Gesù, credere nella sua sovranità sugli angeli, i principati e le potestà; credere è accettare il battesimo di Gesù che ora ci salva.

Nell’Antico Testamento Dio giurò: «Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell’alleanza tra me e la terra» (Gen 9,13); nel Vangelo l’arcobaleno è Cristo che congiunge cielo e terra e, solo guardando a Lui, il Padre ci perdonerà tutti i peccati.

Convertiamo dunque i nostri cuori per credere al Vangelo e per vivere bene questa santa Quaresima.

 

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