domenica 8 marzo Ravasi spiega Osea

 
 

A meno di un mese dalla riapertura dell’ospitalità, la comunità di Bose, guidata da Enzo Bianchi – 72 anni compiuti il 4 marzo e da cinquanta residente in quel lembo di terrà dove fondò il monastero nel 1965, si prepara ad accogliere il card. Gianfranco Ravasi.

Presidente del Pontificio consiglio della cultura, delle Commissioni pontificie per l’archeologia sacra e per i beni culturali della Chiesa e del Consiglio di coordinamento tra le Accademie pontificie, uno tra i massimi biblisti ed ebraisti, nell’incontro di questa domenica all’interno della sala convegni del monastero, Ravasi proporrà il libro del profeta Osea, il cui tema fondamentale è l’amore di Dio per il suo popolo.

A questo libro fanno riferimento anche gli apostoli Pietro, nella sua prima lettera, e Paolo nella prima lettera ai Corinzi, e viene considerato paradigmatico per vivere appieno il valore dell’amore cristiano, perciò il contesto sarà decisamente attualizzato dal relatore.
L’intervento del cardinale, articolato in due momenti di confronto, alle 10,30 e alle 15,30, conclude i tre fine settimana molto intensi proposti dalla comunità di Bose e siglati da una partecipazione straordinaria di persone ai due ritiri quaresimali, predicati da Enzo Bianchi sui temi della misericordia e della carità; due virtù che gli uomini dovrebbero concretizzare nei rapporti interpersonali, sul modello di Dio Padre.

All’intervento di Ravasi, amico di lungo corso del priore e assiduo frequentatore di Bose, sono ipotizzate oltre cinquecento presenze.

Il numero, però, non preoccupa più di tanto i monaci, abituati da tempo all’affluenza di pubblico: sono infatti diverse migliaia i pellegrini, non solo cattolici, che ogni anno si recano al monastero,  dove soggiornano anche per lasciare spazio allo spirito e all’interiorità.  La comunità è diventata un autentico punto di riferimento mondiale per lo studio delle Sacre Scritture, dei padri della Chiesa nel solco dell’ecumenismo e del dialogo tra le Chiese.

 
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